Suonano SOLO se il sismografo è dentro la vista corrente della mappa: zoomando sui Campi Flegrei si sente solo ciò che supera le soglie lì.
Suoni personalizzati (.wav/.mp3) per fascia di magnitudo: quando un nuovo evento viene localizzato, il file della sua fascia sostituisce chime e sirena predefiniti. I file restano su questo browser.
Gli avvisi suonano solo con l'Audio attivo; l'anteprima ▶ suona comunque. Per il nuovo evento, senza file personalizzati suona la sirena dedicata sopra M 4 e un ping sotto. La cadenza fra due allerte segue le soglie del server. I cambi di stato dei vulcani (allerta tremore, intrusione, parossismo) sono sorvegliati anche a pannello chiuso: l'avviso a schermo compare comunque, suono e notifica seguono queste caselle.
La prima volta che apri un intervallo l'archivio va scaricato da INGV — il badge REPLAY mostra l'avanzamento e il replay parte quando i dati sono a terra (poi restano in cache: la seconda volta è immediato). Il raggio decide quanto c'è da scaricare: partendo da un evento del Bollettino è centrato sull'epicentro, altrimenti sul centro della mappa; con «intera rete» si scaricano tutte le stazioni della copertura e l'attesa a freddo può essere di parecchi minuti. Le stazioni fuori raggio restano sulla mappa ma senza dati. Il replay parte da qualche minuto prima per scaldare il sistema (STA/LTA, rumore di fondo). I dati entrano con la latenza reale di INGV, ~30 s: i primi secondi l'intervallo può sembrare muto.
| data e ora | ML | Md | Mw | INGV | epicentro | prof | sismografi usati | qualità | note |
|---|
Ogni triangolo è un sismografo che ha registrato l'evento, colorato per l'intensità misurata lì (PGV).
Soluzione automatica di QuakeMon, non ufficiale e non validata da un sismologo. Il riferimento per la catalogazione dei terremoti è l'INGV.
Un'iscrizione nasce in attesa e non vede nulla finché non le assegni un ruolo. mod analizza e revisiona ma non tocca configurazione, Claude, post-mortem, replay e copertura; user consulta il presente, senza revisioni, con i vulcani a 30 giorni e le telecamere a 13.
| Stato | Ruolo |
|---|
QuakeMon non è l'INGV e non lo sostituisce. Quello che vedi sono stime automatiche non ufficiali, non validate da nessun sismologo e riviste in automatico da un'IA: possono essere sbagliate. Il riferimento per la catalogazione dei terremoti resta l'INGV.
Ogni triangolo è un sismografo, ogni stella un epicentro calcolato (in scala di magnitudo): due simboli diversi perché a colpo d'occhio non si confondano. Il colore del triangolo è lo scuotimento rispetto al rumore di fondo di quella stazione, non l'ampiezza assoluta: la stessa vibrazione è quiete in città e una scossa su roccia. Si basa sul massimo degli ultimi 10 minuti di dati. Col selettore in legenda si passa a colorare per latenza del dato.
I due pulsanti in alto a destra sulla carta scelgono lo sfondo (scuro, chiara, rilievo per l'orografia, satellite) e accendono i livelli di contesto; sotto la voce «eventi» si decide da quanto indietro mostrare gli epicentri:
Intensità interpolata: il moto del suolo interpolato fra i sismografi
entro 120 km e disegnato solo sulla terraferma, nella stessa scala di
multipli del rumore di fondo dei triangoli — è una stima fra le
stazioni, non una misura.
Faglie: le sorgenti sismogenetiche del DISS 3.3.1
(DISS Working Group, INGV) — la linea marcata è la traccia in
superficie del bordo alto del piano di faglia; clic per la scheda con
magnitudo massima attesa, geometria e velocità di scorrimento.
Storici: i terremoti italiani dall'anno 1000 del catalogo
CPTI15 v4.0 (Rovida et al., INGV), cerchi ambra grandi quanto la
magnitudo. Sotto un certo zoom restano solo i più forti, o l'Appennino
diventa una macchia continua.
Nessuno dei due strati è nostro: sono cataloghi INGV, entrambi CC-BY
4.0, e la citazione per esteso sta nei crediti (in fondo a
questo pannello).
La finestra è ancorata all'orologio: la linea rossa a destra è ORA, e la fascia tratteggiata prima di essa è il ritardo con cui i dati di quella stazione sono arrivati (la rete FDSN italiana viaggia sui 3–6 minuti). Se preferisci non vedere quel vuoto, in Vista → finestra puoi ancorare la finestra ai dati. La rotellina stringe e allarga l'intervallo, fra 5 e 30 minuti: oltre i 15 minuti tenuti in memoria la parte più vecchia arriva dall'archivio locale su disco, che però conserva i soli canali verticali delle reti INGV — sulle orizzontali, e sulle reti estere, dezoomando resta vuota. Il clic apre il drum 24 h.
Lo switch Auto / Manuale in testata dice chi comanda il pannello. In Auto a ogni scossa si aprono da sole le stazioni che l'hanno vista, in ordine di distanza dall'epicentro, e si richiudono da sole un quarto d'ora dopo. Aprendo un sismografo a mano si passa a Manuale: da quel momento la selezione è tua e nessun terremoto te la cambia. Per tornare in Auto basta lo switch — le stazioni aperte restano a video, ma se ne riprende cura l'automatismo.
Un evento nasce dai pick automatici P/S, viene localizzato e poi rivisto man mano che arrivano le stazioni lente: per questo magnitudo e posizione cambiano nei primi minuti, e la magnitudo preliminare è marcata con ~. Il confronto col catalogo ufficiale (INGV, EMSC o USGS secondo la copertura) compare quando l'evento è pubblicato lì. Nello stesso elenco compaiono, marcate INGV-OV, le scosse che l'Osservatorio Vesuviano localizza sui Campi Flegrei, sul Vesuvio e a Ischia con la sua rete di caldera: non sono misure di QuakeMon. Aprendone una si vedono i sismogrammi delle stazioni vicine in quell'istante e, se c'è qualcosa da leggere, la si può far localizzare a QuakeMon posizionando i pick a mano — a quel punto diventa un evento nostro, con il suo id. Il filtro sospetti raccoglie tre casi diversi: le soluzioni già consolidate con qualità da C in giù, epicentri mal vincolati di cui il confronto col Bollettino dice di non fidarsi; gli eventi chiusi senza nessuna magnitudo — ML, Md e Mw tutte fallite, cioè una geometria di pick senza energia misurabile sotto, quasi sempre un falso allarme; e il tremore vulcanico, gli episodi che la rete dell'Etna registra di continuo e che il detector prende per scosse. Quest'ultimo non è una stima sbagliata ma un segnale che non è un terremoto, e si riconosce da tre cose insieme: nessun arrivo S distinto, una durata sproporzionata all'ampiezza (Md molto sopra la ML) e una soluzione che poggia sulle stazioni del vulcano. Un terremoto vero sotto l'Etna non ha quella firma e resta in elenco. Le soluzioni da scartare — qualità D, E o F — fanno storia a sé: non sono nascoste, non ci sono proprio. Non compaiono in sidebar né sulla carta, non fanno inquadrare l'epicentro, non aprono i sismogrammi e non mandano notifiche, e lì togliere la spunta ai sospetti non le riporta indietro. Restano ispezionabili e revisionabili in un posto solo: questo elenco completo, togliendo la spunta. Qui il voto non aspetta il consolidamento, e non è una forzatura: il tetto che la scala mette a una soluzione in corso è B, quindi sotto la C ci si arriva col punteggio — meno di quattro stazioni con pick reale, epicentro non vincolato, gate di pubblicazione fallito — e sono difetti che il ricalcolo delle magnitudo non sistema. Se un ricalcolo successivo la riporta a C o meglio, torna un evento come gli altri: se è ancora fresca si prende anche l'annuncio (suono, inquadratura, sismogrammi) che le era stato negato. Un evento in corso non viene mai nascosto per una C: il voto si giudica solo dopo l'ultimo ricalcolo (+7 min dall'origine), perché prima di allora è per costruzione provvisorio. E quando il voto arriva scadente, la scossa non svanisce di colpo da sotto gli occhi di chi la stava guardando: per 10 minuti dall'origine resta in mappa e in elenco come croce rossa con la targhetta Soluzione dubbia al posto della stella; scaduti quelli, se il voto non è risalito ad almeno B, il filtro la nasconde. La targhetta dice di quale dei due guai si tratta, e prende il colore del voto che la motiva: Soluzione dubbia in giallo su una C o una D — il terremoto c'è, è l'epicentro a non essere vincolato — e Probabile falso positivo in rosso su una E o una F, dove di solito sotto non c'è nessun terremoto: di quelle soluzioni l'INGV ne conferma storicamente il 2%. Vale solo per la qualità: il falso allarme senza magnitudo e il tremore vulcanico non sono stime di cui diffidare e restano nascosti da subito. Tutti restano calcolati e archiviati: il filtro li nasconde soltanto, in elenco e in cartografia.
Sulla stessa riga, e con lo stesso trattamento, la carta dichiara anche l'altra riserva: una soluzione su cui nessuna revisione è ancora passata — né quella automatica di Claude né una a mano — porta sotto la stella la scritta grigia PRELIMINARE, la stessa che si legge in sidebar. Grigia e non rossa: dice «non l'ha ancora guardata nessuno», non «non fidarti». Non ha una scadenza a orologio — c'è finché la revisione non arriva, e sparisce da sola quando arriva — e compare anche dove l'etichetta della magnitudo non entra, perché è lì che serve di più. Una sola riserva per volta: se la soluzione è anche dubbia, in carta si legge Soluzione dubbia, che viene prima.
C'è un'eccezione, e vale in ogni caso: una scossa agganciata a un catalogo ufficiale — il Bollettino INGV o il gossip INGV-OV — non viene mai nascosta per il voto di qualità. Il riscontro è la prova che il terremoto c'è stato, e l'indice di qualità non dice il contrario: misura quanto è vincolato il nostro epicentro, non se l'evento è reale. La targhetta Soluzione dubbia resta — l'epicentro è largo davvero — ma la scossa resta in carta e in elenco. Sui nostri eventi agganciati, una C cade a 2.4 km di mediana dal Bollettino e l'86% sta entro 5 km: è un epicentro che si può mostrare con una riserva. Il riscontro arriva anche tardi (i tentativi sull'INGV sono a +4, +10, +25 e +60 minuti): se la grazia dei 10 minuti è già scaduta e la scossa era sparita, il riscontro la riporta indietro da solo.
Quanto indietro guardare lo decide un comando solo, in Livelli → eventi → quanto indietro (da 1 ora a 2 giorni): vale insieme per gli epicentri in carta e per l'elenco in sidebar, che prima era fisso all'ultima ora e mostrava tre righe mentre la carta era piena di stelle. L'intestazione del pannello dice sempre quale finestra si sta guardando. Oltre le 6 ore lo storico si scarica una volta sola dall'archivio, quindi il primo cambio a 12 h o più può metterci un istante. La sidebar tiene al massimo 60 schede: se la finestra ne contiene di più — uno sciame a 48 ore — quelle che non entrano sono dichiarate sotto l'elenco, e si leggono tutte in Eventi registrati.
Accanto a quella spunta c'è la soglia di magnitudo (M > 0 … M > 4): è una sola per tutta l'interfaccia — sidebar, elenco completo e cartografia — e cambiarla in un posto la cambia dappertutto, perché una carta che mostra scosse che l'elenco non ha è peggio di nessun filtro. Il taglio è più duro di quello dei sospetti: sotto soglia non passa niente, comprese le soluzioni preliminari e quelle in grazia di dubbio (che ogni altro filtro lascia passare) e quelle che una magnitudo non ce l'hanno ancora. M > 0 non è "tutte": toglie anche le scosse di magnitudo negativa. La soglia resta impostata fra una sessione e l'altra, e quando è attiva il menu è acceso.
/ cerca stazione · A audio · E eventi · R replay · S soglie · V vista · T vulcani · ? questo aiuto · ← → evento precedente/successivo · Esc chiude
Nessuno di questi numeri nasce qui: i sismogrammi sono di reti altrui, i confronti sono cataloghi altrui, le telecamere sono di chi le ha installate. Chi ha misurato che cosa — con la licenza e la citazione che ciascuna fonte chiede — sta tutto in un posto solo.
QuakeMon non possiede nessuno strumento. Ogni forma d'onda che vedi scorrere, ogni confronto con un catalogo ufficiale, ogni curva di tremore e ogni fotogramma di cratere sono di qualcun altro: istituti che pagano, mantengono e riparano reti di sensori, e che pubblicano il dato perché se ne faccia qualcosa. Questo pannello dice chi sono, con la licenza e la citazione che ciascuno chiede.
Le tracce dei sismogrammi, le sensibilità strumentali con cui i counts diventano µm/s e le coordinate dei triangoli in mappa. Elenco e conteggi sono quelli dell'inventario attivo adesso: le stazioni contate sono quelle che la catena sta davvero usando, e la citazione di ogni rete è il DOI che la rete dichiara nel proprio StationXML.
Le forme d'onda arrivano da questi centri dati (SeedLink per il tempo reale, FDSN dataselect per il resto):
admin_level=4) il perimetro entro cui si disegna lo
scuotimento interpolato. © i contributori di OpenStreetMap,
ODbL
openstreetmap.org/copyright ↗instance, addestrati su
INSTANCE (Michelini et al., 2021), ~1.2 milioni di tracce
della rete italiana: il picker è italiano quanto le stazioni che
ascolta.
seisbench ↗Rilevamento, localizzazione, magnitudo e indice di qualità di ogni evento marcato con un id numerico sono calcolati qui, in automatico, spesso prima che qualcuno li abbia guardati: la targhetta PRELIMINARE dice esattamente questo. QuakeMon non è una fonte ufficiale e non parla per nessuno degli istituti elencati sopra. Per il dato ufficiale c'è il Bollettino INGV; per la protezione civile, i canali del Dipartimento ↗. Se un nostro numero e quello di un catalogo non coincidono, quello sbagliato è il nostro. I limiti d'uso per esteso — errori tipici, revisione automatica di Claude, esclusione di responsabilità — stanno nelle .
QuakeMon non è l'INGV e non lo sostituisce in nessun caso!
Il riferimento ufficiale per la sismicità italiana — rilevamento, localizzazione, magnitudo e catalogazione delle scosse — è e resta l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, con il suo Bollettino e il suo catalogo. Per l'emergenza il riferimento è il Dipartimento della Protezione Civile; per il soccorso, il 112. Se una stima di QuakeMon e la revisione dell'INGV non coincidono, il dato da considerarsi giusto è quello dell'INGV, la stima sbagliata è la nostra.
Un progetto personale e sperimentale, senza scopo di lucro, senza alcun incarico pubblico e senza alcun rapporto, affiliazione, patrocinio o approvazione da parte dell'INGV o di qualunque altro ente citato. Non è un servizio di sorveglianza sismica, non è un sistema di allerta e non c'è nessuna sala sismica dietro: quando la catena è ferma, in manutenzione o guasta, semplicemente non esce niente, e nessuno lo annuncia. L'assenza di eventi su questa schermata non significa che non ci siano stati terremoti.
Tutto quello che porta un id numerico è calcolato qui da una catena automatica (rilevamento, pick delle fasi P e S, localizzazione, magnitudo, voto di qualità), senza che nessun sismologo lo validi prima della pubblicazione. Sono normali, e accadono: falsi positivi da tremore vulcanico, rumore antropico o segnali strumentali; eventi reali mancati; epicentri spostati anche di decine di chilometri; profondità mal vincolate; magnitudo diverse da quelle ufficiali. Le soluzioni cambiano nei minuti successivi, possono essere declassate e possono essere ritirate. La targhetta PRELIMINARE, il voto di qualità e le targhette Soluzione dubbia / Probabile falso positivo vanno letti come parte del dato, non come dettagli.
Gli eventi vengono riesaminati in automatico da Claude (Anthropic) — che riguarda i sismogrammi, sposta o esclude pick e può dichiarare un falso positivo — e i rapporti post-mortem giornalieri sono scritti dallo stesso modello. È un modello linguistico, non un analista: nessuna persona controlla quelle revisioni prima che finiscano a schermo, possono contenere errori di valutazione o affermazioni inesatte, e una revisione firmata Claude non è una validazione né un parere professionale. Vale come il resto: è una stima automatica.
Forme d'onda, cataloghi ufficiali, serie di monitoraggio vulcanico, telecamere e cartografia vengono dagli istituti elencati nei crediti, ciascuno con la sua licenza. Le loro reti possono avere ritardi, buchi e interruzioni di cui QuakeMon non risponde. Ogni elaborazione fatta qui sopra quei dati (localizzazioni, magnitudo, interpolazioni, confronti, revisioni) è nostra e non impegna in nessun modo la fonte: nomi, sigle e marchi compaiono solo per citare la provenienza del dato.
Il servizio è offerto «così com'è», senza garanzia di esattezza, completezza, aggiornamento, continuità o idoneità a uno scopo particolare. Niente di ciò che compare qui è un'allerta, una previsione, un'informazione di protezione civile o una consulenza tecnica, strutturale, assicurativa, legale o giornalistica, e nulla di tutto questo può essere usato come base per decisioni di sicurezza, evacuazioni, verifiche su edifici, perizie o pubblicazioni. Chi lo usa lo fa sotto la propria esclusiva responsabilità e, nei limiti consentiti dalla legge, l'autore non risponde di alcun danno diretto o indiretto derivante dall'uso, dal malfunzionamento o dall'indisponibilità del servizio, né da errori, ritardi, falsi allarmi o mancate rilevazioni. I terremoti non si prevedono: nessuna parte di QuakeMon annuncia scosse future, e qualunque lettura in quel senso è sbagliata.
Su social, chat, stampa o qualunque altro canale: dichiara che sono stime automatiche non ufficiali di QuakeMon, cita il dato INGV per il valore ufficiale e non attribuire mai all'INGV — né a nessun altro istituto — un numero uscito da qui.